Chérillon 2005

Variazioni frontali

La fronte del ghiacciaio si presenta articolata in due lobi separati da una zona concava, ed è per la maggior parte debris covered, per cui non risulta sempre facilmente individuabile. Il settore in destra idrografica è addossato alla parete rocciosa della Cresta Albertini.

La morfologia della zona frontale ed in particolare la copertura detritica e la presenza di una cresta rocciosa che protegge in parte dall’ablazione un settore della lingua fanno si che il regresso sia differenziato nei diversi settori, e non è quindi possibile definire un valore di arretramento univoco. Tuttavia rispetto alla posizione frontale misurata nel 2004 si evidenzia una diminuzione della superficie nel settore concavo intermedio in particolare verso il settore di destra, con arretramento variabile tra 24 e 18 m nei diversi punti.

Nella zona frontale sono inoltre osservabili varie morfologie e processi che accompagnano una fase di regresso: formazione di cavità, sollevamento dello strato di ghiaccio dal fondo, presenza di canali (channels) subglaciali aperti.


Accumulo nevoso

 

Il settore ove è stata effettuata la misura è localizzato nel bacino di accumulo, ad una quota di circa 3125 m slm, in una zona a media acclività, a monte della prima seraccata (quota 3100 circa); è possibile che tale settore risenta in parte di scariche di neve o ghiaccio provenienti dalle pareti superiori (Col Tournenche): nella stratigrafia del mese di luglio sono state infatti individuate lenti di ghiaccio di spessore pluricentimetrico ma lateralmente discontinue, non attribuibili a croste da fusione e rigelo o da pioggia. Il bilancio in acqua equivalente tra le misure effettuate a luglio e a settembre risulta, nel sito esaminato, positivo, probabilmente in conseguenza di accumuli da valanga o scariche di ghiaccio che interessano la parte alta del bacino.

Lo spessore di neve misurato ammontava a 225 cm nel rilievo di luglio, con una densità media di 518 kg/m3; a profondità comprese tra 130 e 165 cm sono state rilevate numerose croste di ghiaccio lenticolari. Nel mese di settembre lo spessore di accumulo risultava pari a 230 cm con una densità media di 565 kg/m3.

Nella parte inferiore dell’apparato, in settore destro, è stata osservata nella stagione estiva 2005 la formazione di un piccolo lago epiglaciale. Il lago si è formato all’interno di un avvallamento in prossimità del margine destro del ghiacciaio, assumendo, al momento dell’osservazione, un diametro di circa 20 m con una forma semicircolare, e appariva alimentato da una bédière proveniente da sud (in controtendenza rispetto alla direzione di flusso del ghiacciaio). La formazione del lago può essere dovuta ad un accumulo di acque di fusione superficiale ed alla contemporanea formazione di un avvallamento forse per una diminuzione di spessore nella parte marginale del ghiacciaio.

Il lago è scomparso durante la stagione estiva in quanto non è stato più osservato in occasione del rilievo di ottobre.

 

Rilievo GPS della posizione della fronte.
Rilievo GPS della posizione della fronte.

La copertura detritica della porzione frontale della lingua.
La copertura detritica della porzione frontale della lingua.

Canale subglaciale che viene a giorno nella zona frontale del ghiacciaio.
Canale subglaciale che viene a giorno nella zona frontale del ghiacciaio.

Laghetto epiglaciale.
Laghetto epiglaciale.

Snow water equivalent dell'accumulo nevoso all'inzio ed alla fine della stagione di ablazione.
Snow water equivalent dell'accumulo nevoso all'inzio ed alla fine della stagione di ablazione.

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