Mont Gelé 2007

La figura 1 mostra l’andamento della superficie innevata del ghiacciaio a partire dal mese di maggio 2007, quando l’intero corpo glaciale era ricoperto da un manto nevoso con spessori che variavano da 150 cm, nella porzione frontale, a oltre 400 cm nei settori alti del ghiacciaio. Nel mese di luglio la neve residua permane al di sopra dei 3000 m di quota con accumuli che non superano i 250 cm, mentre nel mese di settembre la quota della neve persistente si stabilisce a 3240 m s.l.m. Gli spessori di neve in questo ultimo rilievo non risultano essere differenti rispetto a luglio, permangono, infatti, accumuli dell’ordine di 250 cm, grazie anche ad apporti nevosi estivi.
Il grafico di figura 2 evidenzia l’andamento della densità media della neve ad una quota di 3300 m s.l.m.: già a partire dal mese di giugno la neve risulta avere un valore di densità relativamente alto per la stagione, segnale questo di un già avvenuto metamorfismo primaverile. Aiutandoci con il grafico di figura 3 delle temperature medie giornaliere relative alla stazione meteorologica di Ollomont – By – (2017 m s.l.m.), si nota come l’andamento della curva delle temperature subisce forti variazioni per tutta la durata del periodo indagato: esse passano infatti molto spesso da valori positivi a valori negativi (considerando che il ghiacciaio si trova mediamente a 1000 metri più in alto rispetto alla stazione di By), facilitando così il metamorfismo della neve che, nel mese di luglio, assume valori di densità medi di oltre 520 kg/m³ e favorendo la formazione di importanti croste da fusione e rigelo con potenze decimetriche. Nel mese di agosto e settembre si contano almeno tre eventi di precipitazione a carattere nevoso che depositano circa 20 cm di neve; questo fatto spiega il motivo dell’abbassamento del valore della densità media della neve a 490 kg/m³.
Il settore inferiore del ghiacciaio, costituito dal ghiaccio residuo di quella che era la lingua valliva del ghiacciaio del Mont Gelé e ormai separata dalla zona di accumulo, è parzialmente ricoperto da detrito con granulometria eterogenea derivante dalla disgregazione delle ripide pareti della cresta di Faudéry, che lo delimita sul lato orientale fornendogli peraltro ombra per gran parte della giornata (figura 4). La cavità di collasso per sottoescavazione che nel 2005 era caratterizzata da due “crateri” divisi da un ponte di ghiaccio è in fase di veloce evoluzione: la perdita di volume di ghiaccio nei settori periferici ha portato le rocce a diretto contatto con parte della cavità stessa (figura 5), mentre il ponte che la divideva è crollato.

Evoluzione della copertura nevosa durante il periodo estivo (maggio 2006).
Evoluzione della copertura nevosa durante il periodo estivo (maggio 2006).

Evoluzione della copertura nevosa durante il periodo estivo (luglio 2006).
Evoluzione della copertura nevosa durante il periodo estivo (luglio 2006).

Evoluzione della copertura nevosa durante il periodo estivo (settembre 2006).
Evoluzione della copertura nevosa durante il periodo estivo (settembre 2006).

Evoluzione della densità media della neve a 3200 metri s.l.m.
Evoluzione della densità media della neve a 3200 metri s.l.m.

Andamento delle temperature medie giornaliere dal 01 gennaio al 31 ottobre 2007 (stazione di Ollomont – By -)
Andamento delle temperature medie giornaliere dal 01 gennaio al 31 ottobre 2007 (stazione di Ollomont – By -)

La cresta di Faudéry che sovrasta la parte terminale del ghiacciaio.
La cresta di Faudéry che sovrasta la parte terminale del ghiacciaio.

Cavità di collasso per sottoescavazione nel 2005.
Cavità di collasso per sottoescavazione nel 2005.

Cavità di collasso per sottoescavazione nel 2007.
Cavità di collasso per sottoescavazione nel 2007.


 Allegati
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