Mont Gelé 2008

All'inizio del mese di luglio 2008 il ghiacciaio presentava ancora una buona copertura nevosa: su tutta la superficie glacializzata si misuravano ancora spessori variabili da oltre 300 cm, nella parte alta del ghiacciaio, a 70 cm nella porzione frontale. Nello stesso periodo del 2007 la porzione frontale del ghiacciaio risultava essere completamente priva di innevamento residuo se non a ridosso delle pareti rocciose, dove la radiazione solare diretta è limitata alle ore centrali e pomeridiane della giornata. La persistenza di una buona copertura nevosa riscontrata agli inizi del mese di luglio, peraltro registrata su tutti gli apparati glaciali misurati nell'ambito della campagna glaciologica 2008, è dovuta al fatto che il mese di giugno è stato caratterizzato da una costante copertura nuvolosa che, oltre a limitare l'esposizione diretta ai raggi solari, ha determinato temperature relativamente fresche. Questa condizione apparentemente favorevole in realtà ha solamente ritardato la fusione estiva di una ventina di giorni: nel mese di settembre la quota delle nevi persistenti si trovava infatti al di sopra dei 3250 m s.l.m., del tutto paragonabile a quella rilevata nel 2007. Nella porzione terminale del ghiacciaio, ormai completamente separata dalla sovrastante zona di accumulo, continua il fenomeno di sottoescavazione da parte dell'acqua di fusione: la circolazione endoglaciale ha provocato la formazione di una di una nuova caldera a monte di quella rilevata gli anni precedenti.
Dal rilievo con GPS risulta avere un diametro di circa 25 m e al momento della misura era caratterizzata dalla presenza al suo interno di un grande quantitativo di acqua, drenato nella parte a valle da un'imponente bédière che scompare poche centinaia di metri più a valle in corrispondenza dell'altra cavità, che risultava essere invece priva di acqua. Nel mese di settembre 2008 è stato eseguito un rilievo GPR (georadar) nella porzione a monte della caldera al fine di ricostruire l'andamento dei circuiti endoglaciali. Tale misura sarà ripetuta nell'estate 2009 per determinare eventuali evoluzioni del fenomeno.

Stratigrafia del manto nevoso a 3300 m di quota.
Stratigrafia del manto nevoso a 3300 m di quota.

La caldera di collasso di nuova formazione e la relativa bédière drenante.
La caldera di collasso di nuova formazione e la relativa bédière drenante.

Cavità endoglaciale di sottoescavazione.
Cavità endoglaciale di sottoescavazione.


 Allegati
  Versione pdf della relazione.
Attività glaciologiche © 2010 Fondazione Montagna sicura