Le immagini degli ultimi cinquant’anni

Nelle fotografie di questa sezione, abbiamo segnato con freccia verticale il grande masso del versante interno della morena storica la cui posizione ci permette di valutare le variazione di larghezza e di potenza della lingua valliva. La freccia orizzontale invece evidenzia la posizione del caposaldo centro-frontale A.V.C.'83 FT 42 facilitando la percezione delle variazioni di lunghezza del ghiacciaio


  FT16. Foto Augusta Cerutti – 1962 - Ecco l’aspetto del ghiacciaio ripreso dalla stazione fotografica F IX ( FT 16) , al culmine della trentennale fase di regresso. La fronte, in buona parte coperta da detrito morenico ha assunto una pronunciata dissimetria. Tuttavia è evidente che è già stata raggiunta dalla nuova ondata di alimentazione; infatti nei confronti della situazione del 1955, si presenta più turgida e la seraccata alimentatrice mostra una portata considerevole .
FT16. Foto Augusta Cerutti – 1962 - Ecco l’aspetto del ghiacciaio ripreso dalla stazione fotografica F IX ( FT 16) , al culmine della trentennale fase di regresso. La fronte, in buona parte coperta da detrito morenico ha assunto una pronunciata dissimetria. Tuttavia è evidente che è già stata raggiunta dalla nuova ondata di alimentazione; infatti nei confronti della situazione del 1955, si presenta più turgida e la seraccata alimentatrice mostra una portata considerevole .

  FT17. Foto Augusta Cerutti –1968 La fronte di Pré.de-Bard in soli cinque anni di espansione ha assunto l’aspetto di una alta falesia di ghiaccio traslucido, aspetto che conserverà per più di un ventennio
FT17. Foto Augusta Cerutti –1968 La fronte di Pré.de-Bard in soli cinque anni di espansione ha assunto l’aspetto di una alta falesia di ghiaccio traslucido, aspetto che conserverà per più di un ventennio

  FT18. Foto Augusta Cerutti 1969 - Veduta generale dalla stazione fotografica FX. Nel 1963 il ghiacciaio era passato in fase di espansione e questa perdurò per quasi una trentennio. Già sei anni dopo l’inversione di fase la buona alimentazione ha portato la fronte circa 60 metri più a valle ; inoltre il ghiaccio che fluisce dal bacino di alimentazione si è saldato con la placca fossile conservatasi da lunghi anni ai piedi dell’ ombroso Monts Rouges de Triolet. La fronte quindi si è molto allargata nel confronti del 1962 e ha ripreso la tipica forma a coda di volpe
FT18. Foto Augusta Cerutti 1969 - Veduta generale dalla stazione fotografica FX. Nel 1963 il ghiacciaio era passato in fase di espansione e questa perdurò per quasi una trentennio. Già sei anni dopo l’inversione di fase la buona alimentazione ha portato la fronte circa 60 metri più a valle ; inoltre il ghiaccio che fluisce dal bacino di alimentazione si è saldato con la placca fossile conservatasi da lunghi anni ai piedi dell’ ombroso Monts Rouges de Triolet. La fronte quindi si è molto allargata nel confronti del 1962 e ha ripreso la tipica forma a coda di volpe

  FT19. Foto Augusta Cerutti 1971
FT19. Foto Augusta Cerutti 1971

  FT20. Foto A.V.Cerutti -1973 La sequenza delle tre foto: 1969, 1971, 1973 , tutte riprese dalla stazione fotografica FX, mostrano il regolare rapido aumento di lunghezza e di volume della lingua valliva. Dal 1962 mentre la sua larghezza in undici anni è quasi raddoppiata, la lunghezza è considerevolmente aumentata. La distanza della fronte dal caposaldo segnato con freccia orizzontale nel 1962 era di 280 metri, nel 1973 di 170.
FT20. Foto A.V.Cerutti -1973 La sequenza delle tre foto: 1969, 1971, 1973 , tutte riprese dalla stazione fotografica FX, mostrano il regolare rapido aumento di lunghezza e di volume della lingua valliva. Dal 1962 mentre la sua larghezza in undici anni è quasi raddoppiata, la lunghezza è considerevolmente aumentata. La distanza della fronte dal caposaldo segnato con freccia orizzontale nel 1962 era di 280 metri, nel 1973 di 170.

  FT21. La Fronte del Gh. di Pré de Bar (A.V. Cerutti, 1981)
FT21. La Fronte del Gh. di Pré de Bar (A.V. Cerutti, 1981)

  FT22. Foto A.V. Cerutti 1988. Veduta generale della lingua valliva dalla stazione FX .Il ghiacciaio è ormai al culmine della quasi trentennale espansione. La visione frontale permette di valutare la lunghezza assunta dal ghiacciaio il cui margine dal 1962 ha ridotto la distanza dal caposaldo segnato con freccia orizzontale da 280 metri ad appena 34 metri. Contemporaneamente il suo spessore si è accresciuto tanto da giunge quasi a sfiorare il masso indicato con la freccia verticale che nella foto del 1962 appariva assai lontano
FT22. Foto A.V. Cerutti 1988. Veduta generale della lingua valliva dalla stazione FX .Il ghiacciaio è ormai al culmine della quasi trentennale espansione. La visione frontale permette di valutare la lunghezza assunta dal ghiacciaio il cui margine dal 1962 ha ridotto la distanza dal caposaldo segnato con freccia orizzontale da 280 metri ad appena 34 metri. Contemporaneamente il suo spessore si è accresciuto tanto da giunge quasi a sfiorare il masso indicato con la freccia verticale che nella foto del 1962 appariva assai lontano

  FT23. Foto A.V.Cerutti 1988 Viste dalla morena storica di sinistra idrografica la seraccata alimentatrice e la lingua valliva appaiono molto turgide
FT23. Foto A.V.Cerutti 1988 Viste dalla morena storica di sinistra idrografica la seraccata alimentatrice e la lingua valliva appaiono molto turgide

  FT24. Foto A.V.Cerutti 1988. Falesia frontale
FT24. Foto A.V.Cerutti 1988. Falesia frontale

  FT25. Foto A.V.Cerutti –1994 Dopo il 1989 il ghiacciaio entra in contrazione. La ripresa , fatta dallo stesso punto di vista della foto 22, sei anni più tardi , mette chiaramente in evidenza gli effetti della brusca inversione di fase : una grande quantità di detrito roccioso emerge dalla massa glaciale su cui agisce una intensa ablazione; la seraccata, assai smagrita alimenta con difficoltà la lingua valliva ; la fronte si appiattisce ed assume la forma dissimmetrica già conosciuta all’inizio degli anni ’60. propria dei periodi in cui l’apparato entra in crisi.
FT25. Foto A.V.Cerutti –1994 Dopo il 1989 il ghiacciaio entra in contrazione. La ripresa , fatta dallo stesso punto di vista della foto 22, sei anni più tardi , mette chiaramente in evidenza gli effetti della brusca inversione di fase : una grande quantità di detrito roccioso emerge dalla massa glaciale su cui agisce una intensa ablazione; la seraccata, assai smagrita alimenta con difficoltà la lingua valliva ; la fronte si appiattisce ed assume la forma dissimmetrica già conosciuta all’inizio degli anni ’60. propria dei periodi in cui l’apparato entra in crisi.

  FT26. Foto A. Franchino-1994 Veduta generale del ghiacciaio di Pré de Bard
FT26. Foto A. Franchino-1994 Veduta generale del ghiacciaio di Pré de Bard

  FT27. Foto A. Franchino-1996 Veduta generale del ghiacciaio di Pré de Bard
FT27. Foto A. Franchino-1996 Veduta generale del ghiacciaio di Pré de Bard

  FT28. Foto A. Franchino- 1999 Veduta generale del ghiacciaio di Prè de Bard
FT28. Foto A. Franchino- 1999 Veduta generale del ghiacciaio di Prè de Bard

  FT29. Foto A. Franchino- 2001 Per queste foto vale quanto detto per la foto FT25; si può osservare come la parte destra del ghiacciaio si conservi a causa della copertura morenica, mentre la parte sinistri si ritiri.
FT29. Foto A. Franchino- 2001 Per queste foto vale quanto detto per la foto FT25; si può osservare come la parte destra del ghiacciaio si conservi a causa della copertura morenica, mentre la parte sinistri si ritiri.

  FT30. Foto A. Franchino – 2004 Veduta generale della lingua valliva dalla stazione FX (Rifugio Elena ) Questa ripresa paragonata a quella fatta dalla stessa stazione nel 1988 ( FT 22) mette in luce gli effetti che sull’apparato hanno avuto tredici anni di contrazione. Facendo riferimento al masso del versante interno della morena storica contrassegnato da freccia verticale, è valutabile la notevolissima riduzione volumetrica della lingua valliva ; essa inoltre ha perduto tutta la lunghezza guadagnata fra il 1963 e il 1989. Ancor più grave è e la ricomparsa nell’alto bacino del “rognon roccioso”, visibile nelle foto degli anni ’50 ma poi sommerso dalle colti i divenute più possenti ; la sua ricomparsa segnala un forte impoverimento della alimentazione. Questo stato di cose si manifesta con molta evidenza nel ingracilirsi della seraccata che scopre ai due lati della gola una fascia di pareti dallo strano colore rossastro: Non si tratta di rocce di natura diversa da quelle soprastanti ma del fatto che mentre gli agenti atmosferici e biologici agivano sulle rocce scoperte, l’alveo della seraccata era pieno di ghiaccio e di conseguenza le sue rocce per secoli sono state sottratte alle normali trasformazioni biochimiche apportate dall’ atmosfera
FT30. Foto A. Franchino – 2004 Veduta generale della lingua valliva dalla stazione FX (Rifugio Elena ) Questa ripresa paragonata a quella fatta dalla stessa stazione nel 1988 ( FT 22) mette in luce gli effetti che sull’apparato hanno avuto tredici anni di contrazione. Facendo riferimento al masso del versante interno della morena storica contrassegnato da freccia verticale, è valutabile la notevolissima riduzione volumetrica della lingua valliva ; essa inoltre ha perduto tutta la lunghezza guadagnata fra il 1963 e il 1989. Ancor più grave è e la ricomparsa nell’alto bacino del “rognon roccioso”, visibile nelle foto degli anni ’50 ma poi sommerso dalle colti i divenute più possenti ; la sua ricomparsa segnala un forte impoverimento della alimentazione. Questo stato di cose si manifesta con molta evidenza nel ingracilirsi della seraccata che scopre ai due lati della gola una fascia di pareti dallo strano colore rossastro: Non si tratta di rocce di natura diversa da quelle soprastanti ma del fatto che mentre gli agenti atmosferici e biologici agivano sulle rocce scoperte, l’alveo della seraccata era pieno di ghiaccio e di conseguenza le sue rocce per secoli sono state sottratte alle normali trasformazioni biochimiche apportate dall’ atmosfera

  FT31. Foto A. V. Cerutti. Veduta dal Col Ferret
FT31. Foto A. V. Cerutti. Veduta dal Col Ferret

  FT32. Foto A. Franchino – 2004 Il ghiacciaio di Pré-de-Bard da dalla stessa stazione fotografica. Le due fotografie scattate a vent’ anni di distanza mettono in luce le profonde trasformazioni subite dal ghiacciaio. Nel bacino superiore mentre vent’ anni fa le coltri alimentatrici apparivano turgide, ora sono tanto afflosciata da lasciare emergere un grosso “rognon” roccioso ; la seraccata nel 1984 riempiva totalmente la gola di raccordo: ora si è ridotta ad una sottile lingua di ghiaccio che lascia scoperte le rocce rossastre del vecchio alveo : La lingua valliva nella foto 31 benché inquinata da detrito morenico superficiale è assai gonfia e presenta la classica forma a “ coda di volpe “ con margine netto e regolarissimo: essa si protende fino a circa 100 metri dal caposaldo “ AVC –2 – 1983 “ evidenziato con un circoletto rosso. Nella n. 32 , la lingua appare quasi sepolta da detrito morenico, soprattutto nel settore destro ; il margine è molto confuso e non si ravvisa più la forma a “coda di volpe” I reperds segnati sulla morena storica permettono di valutare visivamente la sua riduzione in larghezza e in lunghezza. Nel 2004 “ la porta “, del torrente sub glaciale , distava dal Caposaldo AVC –2-1983 ben 360 metri ! CR 44)
FT32. Foto A. Franchino – 2004 Il ghiacciaio di Pré-de-Bard da dalla stessa stazione fotografica. Le due fotografie scattate a vent’ anni di distanza mettono in luce le profonde trasformazioni subite dal ghiacciaio. Nel bacino superiore mentre vent’ anni fa le coltri alimentatrici apparivano turgide, ora sono tanto afflosciata da lasciare emergere un grosso “rognon” roccioso ; la seraccata nel 1984 riempiva totalmente la gola di raccordo: ora si è ridotta ad una sottile lingua di ghiaccio che lascia scoperte le rocce rossastre del vecchio alveo : La lingua valliva nella foto 31 benché inquinata da detrito morenico superficiale è assai gonfia e presenta la classica forma a “ coda di volpe “ con margine netto e regolarissimo: essa si protende fino a circa 100 metri dal caposaldo “ AVC –2 – 1983 “ evidenziato con un circoletto rosso. Nella n. 32 , la lingua appare quasi sepolta da detrito morenico, soprattutto nel settore destro ; il margine è molto confuso e non si ravvisa più la forma a “coda di volpe” I reperds segnati sulla morena storica permettono di valutare visivamente la sua riduzione in larghezza e in lunghezza. Nel 2004 “ la porta “, del torrente sub glaciale , distava dal Caposaldo AVC –2-1983 ben 360 metri ! CR 44)

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